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Il SACRO NELLA PSICHIATRIA: “AI COLLI” promuove un convegno dal tema attuale

Biblioteca San Domenico Bologna Convegno Sacro Ai Colli

Per approfondire l’idea e le motivazioni dell’iniziativa dal titolo “Il posto del sacro nel pensiero psichiatrico” in programma venerdì 10 maggio a Bologna, presso la biblioteca di San Domenico, organizzata dall’Ospedale Privato Accreditato Ai Colli, abbiamo intervistato il Direttore Sanitario Dott. Paolo Baroncini coordinatore delle attività di formazione periodica presso l’ospedale Ai Colli, socio fondatore del Consorzio Colibrì.

Il convegno si inserisce all’interno delle attività formative che consistono sia in supervisioni mensili di tipo psicoanalitico con il Dott. S. Bolognini, aperte anche ai colleghi del Dipartimento di Salute Mentale, sia in eventi di carattere formativo-didattico.

Nel 2015, su suggerimento del Dott. Spigonardo e insieme con il Dipartimento di Salute Mentale e l’Istituto “G.F. Minguzzi”, abbiamo organizzato un convegno dal titolo Religione e Salute Mentale, invitando il Prof. Eric Jarvis della McGill University di Montreal. L’idea era quella di partire da esperienze cliniche e dalle storie dei pazienti per arrivare a quadri teorici di riferimento più ampi e multidisciplinari. In quell’occasione si è indagata la funzione della religione come fattore protettivo e contenitore psicologico nei confronti di eventi e vissuti con alto potenziale disorganizzante per la psiche.

La scelta del tema del convegno, il Sacro, deriva dagli stimoli e dalle riflessioni emerse durante quell’evento. Il passo ulteriore è stato allargare il discorso a discipline filosofiche (Teologia), cliniche (Psicologia Analitica) e scientifiche (Psichiatria), con lo scopo di intercettare le interconnessioni tra queste aree e fornire uno stimolo a future ricerche sull’argomento.

 

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LOCANDINA

 

Quanto è attuale il tema del Sacro? Lo abbiamo chiesto al Dott. Vincenzo Spigonardo chairman del convegno.

“L’uomo post-moderno e le società in cui si trova a vivere hanno progressivamente perso la relazione con tutto ciò che appartiene alla sfera del Sacro. Non che il Sacro, come fenomeno della psiche, sia sparito. Direi che esso non occupa un posto di rilievo in una cultura come quella attuale, in cui si privilegia il rapporto con noi stessi o con la società piuttosto che la relazione con qualcosa che ne è al di fuori e che mette l’individuo in posizione di deferenza. Il fenomeno del Sacro qualifica luoghi (tempio), periodi dell’anno (feste) o esseri umani in senso sovra-umano e, pertanto, obbliga l’uomo a guardare oltre i propri orizzonti. Per tale motivo esso suscita sempre un sentimento misto di fascino e di timore assieme. L’uomo post-moderno, globalizzato, abituato a passeggiare in mondi virtuali si rapporta al Sacro come qualcosa di esotico, parte di un folklore a cui non appartiene.

Nello specifico ambito psichiatrico, il Sacro ha incrociato più volte l’itinerarium mentis sin dai suoi albori. I temi legati al demoniaco, alla persecuzione, alla colpa e al male in generale caratterizzano ancora oggi i più drammatici episodi psicotici e, in maniera più sfumata, fanno parte dell’esperienza di sofferenza psicologica a tutti i livelli. È importante ricordare che in origine anche il sapere medico era da collocarsi nell’area del Sacro poiché si occupava di vita e di morte nella loro complessità. In seguito, la medicina moderna ha progressivamente modificato i suoi discorsi verso il binomio salute/malattia o meglio, organi sani e organi malati, perdendo proprio il rapporto con tutto ciò che di sovra-umano comporta la malattia e l’esperienza del dolore nel suo insieme.

In questa prospettiva la psichiatria transculturale rappresenta un’eccezione poiché, confrontandosi con persone provenienti da altre cornici culturali, ha riscoperto la vitalità del Sacro all’interno delle visioni di malattia e di cura che i pazienti stranieri portano con sé e che manifestano attraverso il rapporto con i guaritori e marabut, con i djinn (spiriti) che popolano il deserto o mediante le preghiere che accompagnano l’assunzione di erbe medicinali. Sono convinto che saranno proprio le dinamiche interculturali a rendere nuovamente il Sacro un tema attuale e di confronto.

L’iscrizione al convegno è gratuita fino ad esaurimento posti.

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